mercoledì 16 gennaio 2013

Nuvola di dati per una LAN domestica


I sistemi NAS Network Attached Storage) sono dischi di rete particolarmente adatti per l’ archiviazione di files in casa, perché dotati di interfacce semplici e multimedialità.
Qui possiamo salvare qualsiasi tipologia di files, documenti, foto, video, compilation musicali, e fare in modo che questi archivi siano reperibili da qualsiasi postazione collegata alla LAN.
nas
I files salvati sul NAS sono più al sicuro, l’ accesso è più immediato, e lo spazio a disposizione è molto ampio, o ad esempio, possiamo scaricare files da Emule senza lasciare il Pc acceso; possiamo condividere una stampante, a tanto altro.
Inoltre i dischi di rete hanno un vero e proprio sistema operativo che ci permette di installare e utilizzare altri pacchetti con cui svolgere ulteriori attività.

Come è fatto un hard disk?


Tutti i computer di oggi, o addirittura i videoregistratori e le telecamere archiviano i dati su hard disk, di varie capacità e prestazioni.
L’ hard disk è un supporto di archiviazione di massa su cui è possibile memorizzare files di ogni tipo ed estensione, e accedervi in una frazione di secondo.

Entriamo nel vivo della questione..come è fatto dentro un hard disk?
Il modo più efficace per scoprirlo è quello di aprirlo (è altamente consigliato aprire un hard disk che non userete più visto che l’ apertura, se non effettuata da professionisti nell’ apposita camera sterile, la “Clean Room“, lo renderebbe inutilizzabile).
“Aprire un hard disk” implica un’ operazione molto semplice, ovvero quella di togliere le viti che fermano il coperchio dove è attaccata l’ etichetta con le caratteristiche del disco.
Una volta alzato il coperchio appunto, ciò che troveremo di fronte ai nostri occhi sarà un oggetto che ci ricorderà vagamente uno di quei vecchi giradischi con il braccetto che girava sul 45 giri. Vedremo quindi dei piatti, uno sopra l’ altro, con un braccetto appunto, alla cui estremità troveremo una testina. Il piatto superiore, dunque il primo che appare ai Nostri occhi è magnetico, ed è qui che che alloggiano i dati. La testina fluttua alla distanza di un velo d’ aria dai piatti, senza mai toccarli.
La registrazione dei dati avviene su cilindri, tracce e settori, rispettivamente “clusters”, “tracks” e “sectors”. Il sistema attraverso cui i dati vengono scritti sul disco è detto “file system”; il file system varia in base al sistema operativo. Ad esempio F.A.T 32 bit per windows 95 Release B e le successive versioni; F.A.T. 12/16 bit per il vecchio MS-Dos; NTFS per Windows NT.

lunedì 14 gennaio 2013

Server Qnap


Il TS-119P+ è un Turbo NAS con un solo alloggiamento di nuova generazione della QNAP con iSCSI, progettato specificatamente per piccole imprese e utenti individuali che hanno la necessità di disporre di un grande centro di archiviazione, di backup e per condividere di migliaia di file oppure per espandere la capacità di archiviazione. Il NAS è dotato di una nuova e potente CPU incorporata da 1.6 GHz e di una memoria pari a 512MB DDRIII, supporta dischi rigidi SATA da 2.5″ o 3.5″ e fornisce una prestazione ad altissima velocità pur mantenendo i consumi energetici estremamente bassi.
Con un brillante design alla moda, il TS-119P+ si trova al vertice dell’attuale mercato delle piccole imprese e dei NAS per uso domestico grazie alle strabilianti specifiche, alla semplicità dell’installazione e alla possibilità di scambiare i vassoi, alla elevata affidabilità e alle numerose applicazioni software, tutto in un solo dispositivo. È un mini server di storage affidabile, efficiente e conveniente, che può essere facilmente impiegato in vari ambienti di applicazione.
Performance Superiore con ricche caratteristiche per il business
Il TS-119P+ fornisce inoltre servizio di portabilità attraverso Windows, Mac, Linux e UNIX. Vengono fornite anche funzioni migliorate esclusive, es. sevizio di target incorporato, bloccaggio non autorizzato IP policy-based, avviso istantaneo di SMS, spegnimento/accensione programmati e due telecamere IP per la sorveglianza di rete.
Portare al massimo il divertimento del proprio centro multimediale domestico
Il media server UPnP incorporato (con abilitato TwonkyMedia) del Turbo NAS supporta un’ampia gamma di riproduttori multimediali, come ad esempio: le console di gioco Sony PS3 e Microsoft Xbox 360 e funziona bene con riproduttori media digitali NFS-supportati ad alta Definizione (HD) per il video streaming.  Inoltre, la stazione di download PC-less ad alta velocità, con l’ineguagliabile utility QGet, consente di gestire le operazioni di downloading BT/ FTP/ HTTP a distanza sulla rete locale o su Internet.

giovedì 10 gennaio 2013

L' era del 2.5"


Facendo una cernita di ciò che arriva maggiormente presso il Nostro Laboratorio di recupero dati, non possiamo non notare, come negli ultimi tempi, siano aumentati in maniera esponenziale gli hard disk
da 2.5″ (per intenderci quelli da pc portatile o solitamente inseriti all’ interno di box di design ultrasottili). Certamente la tecnologia deve stare al passo con i tempi che corrono, e la praticità, nonché la piccola misura di questi hard disk li rendono molto versatili rispetto a quello da 3.5″. 

Tutte le case produttrici, quindi Western DigitalSeagateToshibaHitachi, Fujitsu, ecc.. stanno sperimentando queste misure che sembrano andare a ruba.

Negli ultimi tempo assistiamo ad una vera e propria competizione in termini di capacità, perché anche questi piccoli supporti (piccoli in termini di misura) hanno le stesse capacità di quelli di più grande misura.

mercoledì 9 gennaio 2013

A grande richiesta..recupero files da cellulari!


Vista la grande richiesta, parliamo ancora di recupero dati da cellulari e sim card.
Sono tante le situazioni o le motivazioni per cui i Nostri Clienti ci chiedono di rintracciare dati cancellati dai cellulari funzionanti, o estrarre files da telefoni non più operativi, o ancora estrarre chiamate o sms da sim card oggetto di indagini particolari.
Nel caso in cui l' apparecchio non fosse funzionante, questo sarà sottoposto a particolari operazione che lo renderanno accessibile in termini di estrazione dati.
Ognuna di queste implica l' analisi del telefono in Laboratorio, con uno speciale macchinario di ultimissima generazione che è in grado di interfacciarsi con un altissimo numero di modelli.
Ciò che questa macchina permette di recuperare sono la stragrande maggioranza dei files cancellati di ogni tipo (sms, rubrica, audio, video, foto, ecc..), o di accedere alle Sim card anche se protette da pin o smagnetizzate, supportato da specialisti del recupero dati nel settore della telefonia.


martedì 8 gennaio 2013

Avete mai sentito parlare di QServe?


Il sistema QServe nasce da un progetto di professionisti del recupero dati, che hanno pensato al primo sistema RaidSense  con garanzia di recupero dati.

Qserve è un sistema NAS di nuova generazione con capacità da 1TB fino a 14TB con Raid integrato di tipo 1 e 5.

Il sistema garantisce la rilevazione istantanea di eventuali guasti all’interno del sistema a ridondanza dati consentendo l’immediato intervento ed il recupero dei dati.
QServe  è compatibile con qualsiasi sistema operativo Microsoft, Macintosh, Linux, Unix.
Può essere integrato in una qualsiasi rete aziendale facilmente e senza alcun supporto tecnico.
Qserve può essere montato su rack standard da 19″ oppure installato come periferica indipendente nella rete esistente.

E’ disponibile una vasta gamma di accessori opzionali come armadi Rack, Open frame, UPS, etc.

QServe fornisce i seguenti servizi:

  • supporto tecnico gratuito
  • telemetria a tempo reale gratuita del sistema
  • recupero dei dati gratuito in caso di crash.

Recupero dati hard disk...per saperne di più


Per comprendere meglio come si realizza il recupero dati hard disk, é importante prima di tutto conoscere quali sono i diversi tipi di hard disk, i suoi componenti ed i principali fabbricanti di tali dispositivi.
Un hard disk è un dispositivo composto da una o varie piastre rigide, generalmente di alluminio o vetro ceramico, di forma circolare, ricoperte da un materiale sensibile alle alterazioni magnetiche che consente la memorizzazione dei dati. Queste piastre o piatti, il cui numero varia secondo la capacità dell’unità, sono collocate una sopra l’altra, attraversate da un asse e ruotano a velocità costante. Questo valore viene espresso nelle specificazioni dei dischi in Rivoluzioni Per Minuto (rpm).
Il motore del disco si incarica di imprimere questo movimento di rotazione. Per accedere ai dati registrati nei piatti, l’ hard disk dispone di una minuta testina su ciascuna superficie del piatto che immagazzina le informazioni. Questa testina viene mantenuta nell’aria mediante un flexstor che impedisce alla testina di entrare in contatto con la superficie del piatto. Il flexstor è fissato ad un assemblaggio di alluminio denominato E-Block attraversato da un asse perpendicolare sul quale ruota. La posizione di rotazione viene controllata mediante l’azione delle Bobine dell’E-Block e della calamita che lo ricopre.
Ogni testina può leggere i dati immagazzinati nei piatti perché è in grado di rilevare la polarità delle particelle magnetiche presenti sulla loro superficie, è inoltre capace di scrivere perché è dotata di una ulteriore bobina di scrittura capace di generare un campo magnetico di polarità reversibile capace di alterare le proprietà magnetiche del piatto che, in funzione dell’orientazione di queste particelle, saranno rappresentate da 0 o 1.
Gli hard disk devono essere sigillati per evitare l’entrata di particelle che possano interferire nella distanza minima che esiste tra le testine ed i piatti. Per questo stesso motivo, il recupero degli hard disk, nel caso in cui si renda necessaria la loro apertura, può essere realizzato solamente da imprese che possiedano camere bianche Classe 100, in grado di garantire un ambiente libero da particelle.
Rispetto alla composizione logica degli hard disk, la superficie dei piatti è divisa in una serie di anelli concentrici, denominati tracce, a loro volta divisi in tratti che presentano la stessa longitudine, chiamati settori: normalmente ciascun settore possiede 512 byte. D’altra parte, troviamo un cilindro che descrive un percorso tra tutte le tracce equidistanti dall’asse situate in piatti differenti. Infine, i settori possono essere raggruppati in cluster o unità di assegnazione.
Possiamo stabilire una divisione in funzione del tipo di apparato in cui si trova l’ hard disk, la cui principale differenza risiede nelle dimensioni del dispositivo. In base a questo criterio possiamo distinguere:
  • Hard disk per desktop: Sono i più grandi 3,5″ ed i più utilizzati in generale. La loro capacità di immagazzinamento viene costantemente aumentata e supera già i 300 GB.
  • Hard disk per Computer Portatili: Sono gli hard disk utilizzati nei computer portatili, i 2,5″ uniscono alle ridotte dimensioni una grande capacità di immagazzinamento dati.
  • Microdrives: si tratta di hard disk di dimensioni molto ridotte, 1″, che sono in grado di assicurare una grande efficacia ed affidabilità ad un basso consumo di energia in un pacchetto fisico compatto. La loro capacità varia dai 340 MB fino ai 4 GB degli ultimi modelli e possono essere utilizzati in fotocamere digitali, PDA, riproduttori audio…
  • Sistemi Raid: (Redundant Arrays of Inexpensive Disks): Sono un insieme di hard disk, normalmente di 3,5″, disposti in modo tale da consentire il raggiungimento di almeno uno dei seguenti obiettivi: maggiore capacità di immagazzinamento, ridondanza dei dati (che consente un più agevole ripristino dei dati in caso di malfunzionamento di uno dei dischi), maggiore velocità di accesso. In funzione della loro configurazione si denominano Raid 0 – Raid 5.
Gli hard disk possono essere classificati anche in base alla loro interfaccia. Si intende per interfaccia la connessione fisica e funzionale tra apparati o sistemi indipendenti. Nel nostro caso i dischi interagiscono con l’apparato al quale sono connessi attraverso diversi sistemi. Utilizzare uno o un altro dipenderà dall’applicazione alla quale il disco è destinato. Vi sono due grandi standard che normalizzano le interfacce dei dischi: lo standard ATA (http://www.t13.org) e lo Standard SCSI (http://www.t10.org).
Basati su queste normative, si sono sviluppati due nuovi standard che sostituiscono la trasmissione parallela con la seriale, SerialATA (http://www.serialata.org) e Serial Attached SCSI (htpp://www.scsita.org).
  • HARD DISK IDE/EIDE: In questo insieme ingloberemo tutti i dispositivi che utilizzano lo Standard ATA per comunicarsi col sistema che li gestisce. È il più usato nei comuni PC, perché presenta una relazione prestazione/prezzo molto equilibrata.La specificazione ATA, quando il cavo parallelo ha raggiunto il suo massimo limite fisico, è stata migliorata, incrementando le sue prestazioni e la velocità di trasferimento di dati, dando luogo al Serial ATA.
  • HARD DISK SCSI: Acronimo di Small Computer Systems Interface. La tecnologia SCSI (o le tecnologie, visto che esiste un gran numero di varianti al rispetto) offre un tasso di trasferimento dati tra il computer e l’ hard disk SCSI elevatissimo.Lo standard SCSI contempla vari tipi di connettori: i SCSI a 8 bit ammettono un massimo di 7 dispositivi e normalmente usano cavi a 50 pin, mentre i SCSI a 16 bit o Wide, possono ammettere fino a 15 dispositivi ed usano cavi a 68 pin. La denominazione “SCSI-3″ viene utilizzata in modo ambiguo, generalmente ci si riferisce al tipo Ultra SCSI ad 8 bit, ma in alcuni casi viene usata anche per gli Ultra SCSI a 16 bit, o” UltraWide SCSI”, ed Ultra-2.
    I dispositivi SCSI sono più costosi degli equivalenti con interfaccia ATA ed inoltre spesso richiedono una scheda controller SCSI perché solamente le placche base più avanzate e di marca sono dotate di un controller SCSI integrato.